Diritti tv Serie A, dal prossimo anno si cambia. I club dovranno mettersi seduti attorno a un tavolo e trattare: le soluzioni possibili.
L’aspetto relativo ai diritti di trasmissione in esclusiva per le partite di Serie A è chiaro: occorre trovare una soluzione alternativa al tira e molla di questi anni. Prima solo Sky, poi solo DAZN, ora entrambi in correlazione con Amazon. Un passo a due con il “terzo incomodo” per la Champions non è quello che i contendenti sperano per il prossimo anno.
Quando ci sarà da discutere nuovamente la ripartizione dei diritti tv. L’accordo triennale che vede DAZN in prima linea si concluderà e bisognerà vedere cosa scegliere in accordo con i club che dovranno dividersi anche i diritti. Il piano prevede un accordo fra Sky e DAZN senza esclusive, questa l’ipotesi che dovrebbe consentire una vera e propria divisione di offerta e utili su una base iniziale di 5 anni.
Si allunga il contratto e vengono estesi gli introiti. Il punto è riuscire a differenziare l’offerta in maniera da accattivare ancor di più il pubblico. Resta in piedi Amazon che, dopo il lavoro fatto con la Champions League, vorrebbe mettere le mani almeno su un big match di Serie A. Ancora tutto da valutare, ma è chiaro che quello che sembrava essere un monopolio (DAZN) si allargherà alla concorrenza.
Si parla già di coalizione, i risultati si vedono. Insieme funzionano, separati no: la sorte di Sky e DAZN sembra essere segnata. In tal senso Bezos dovrà trovare la formula migliore per inserirsi in questo “tango”. Ovviamente il tempo c’è, ma non è molto. Per questo è bene arrivare con le idee chiare, in modo che poi i club possano decidere. Accantonata l’idea del canale tematico della Lega Serie A, forse si farà in radio, con RDS in pole per diventare media partner. Il telemercato (con tanto di radio) va nel pallone.
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