Sampdoria-Cremonese, caos a Marassi. Scontri fuori la struttura prima della partita: diversi feriti e qualche fermato. La situazione.
Sampdoria-Cremonese, paura a Marassi. Non si placa l’ira dei tifosi. Il campionato italiano sta mostrando la sua parte peggiore: prima gli scontri di Badia Alpino, poi gli episodi razzisti contro Lukaku, ora avvicendamenti al cospetto dello stadio Luigi Ferraris. 100 ultras pronti ad affrontarsi prima della partita: clima teso e tanta – troppa – rabbia.
Gli scontri si sono protratti fino a poco prima del fischio d’inizio della gara. 3 feriti, uno dei quali condotto immediatamente al Policlinico San Martino per accertamenti, e 38 identificati. La Questura ha schedato gli ultras cremonesi, ma le indagini in tal senso non sono finite. Le autorità competenti sono al vaglio dei filmati: la Digos in prima linea per cercare di ricostruire quanto accaduto.
Le ultime ricostruzioni dell’ANSA, riportano che gli ultras della Cremonese erano in un bar nei pressi dell’impianto quando è arrivato un gruppo di tifosi doriani ed è iniziato lo scontro. A quel punto cinghie, spranghe e oggetti di vario tipo l’hanno fatta da padrone. Le Forze dell’Ordine hanno cercato di intervenire tempestivamente.
Non è facile tracciare un disegno preciso, ma alcune persone sono state immediatamente identificate. Proseguono i provvedimenti. Intanto permane l’ipotesi della rissa organizzata a tavolino, ci sarebbe stata una premeditazione: le due frange si sarebbero date appuntamento per iniziare le ostilità.
Una sfida nella sfida che squarcia ulteriormente il mondo del tifo organizzato: gli ultras sono in rivolta da qualche mese, anche con la complicità di gruppi organizzati a livello europeo. Quello che è successo ai Fedayn della Roma lo dimostra. Così come anche gli scontri a Napoli con gli ultras di Francoforte.
Da Piazza Del Gesù a Marassi: un unico filo che collega la scelleratezza, mentre si cercano di comprendere le ragioni, fioccano i DASPO. Non è detto che bastino, le ombre di Marassi fanno ancora pensare che ci sia tempo e modo per vedere altre rappresaglie. Le premesse sono tutt’altro che ottime. In un Sabato di Pasqua dove avrebbe dovuto parlare il campo.
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