Juventus, l’inchiesta Prisma si arricchisce di tasselli importanti che potrebbero complicare le prospettive bianconere: i retroscena.
L’inchiesta Prisma non si ferma e la Juve incassa: non può fare altro davanti all’inevitabile risvolto che presentano le recenti intercettazioni. Nessuno è estromesso dal processo che porterebbe all’alterazione del mercato nel periodo pandemico e anche oltre, con relativo riferimento agli ultimi stipendi bianconeri. Una volontà – quella degli inquirenti – di scavare a fondo nelle “sabbie mobili” di quello che, fino a poco tempo fa, era l’organico della società bianconera.
Agnelli ormai è tra due fuochi: uno dei quali è il mercato che porta con sé operazioni avventate e sopra ogni aspettativa. Per capirlo basta dare una scorsa alle intercettazioni più recenti rese note dal Corriere della Sera: il DS della Juventus, al telefono con l’ex Presidente, non si tiene più. L’argomento sono le trattative di alcuni elementi: in ballo anche il futuro di Federico Chiesa, l’attaccante non era considerato all’altezza del progetto. Pagato di più del suo valore.
“Uno così non è da Juve – ammette Cherubini – non può stare da noi troppi anni”. Complici anche gli infortuni che ha avuto, lo scetticismo era rispetto alla scala valore/rendimento, ma non è finita: “Paghiamo – sottolinea Cherubini – il nostro giocatore peggiore quanto il migliore dell’Atalanta”. Appunto che fa male, dimostrerebbe quanto – in casa bianconera – si sia fatto il passo più lungo della gamba.
Successivamente l’intemerata di Arrivabene, ex Amministratore Delegato, che con Stefano Bertola – manager dell’area finanza – esprime scetticismo sulle scelte societarie: “Agnelli si innamora dei suoi ragazzetti e non gli fa fare niente. Se non li mandi sul campo, faranno sempre scelte scellerate”. La chiosa, però, è la più dura di tutte: “Compravamo un cane e gli davamo 3 milioni e mezzo. Abbiamo buttato 60-70 milioni”.
Numeri da capogiro che sono tutti nelle cartelle degli inquirenti: situazione intricata anche per quanto riguarda la società futura. La Juventus, secondo quanto emerge dagli ultimi incartamenti, avrebbe parlato con Alessandro Del Piero. L’ex capitano bianconero è fuori dalla società da diversi anni. Messo alla porta subito dopo il ritiro da professionista, forse a causa della sua parentesi in Australia, ma le intercettazioni dicono che potrebbe esserci dell’altro.
Sul Corriere della Sera, si apprende che John Elkann – numero uno di Exor – avrebbe chiamato proprio Alessandro Del Piero per cercare di farlo avvicinare nuovamente alla società. Un ruolo di rilevanza – fra i bianconeri – per ritrovare quella credibilità di cui sembrano avere tanto bisogno. Un colloquio durato qualche ora, ma Del Piero avrebbe rifiutato.
Il sentore è che Pinturicchio – come lo chiamano i tifosi – non fosse convinto di determinate manovre. Il tempo potrebbe dargli ragione, per adesso vige un limbo tra parole e fatti arricchito da carteggi che non mostrano una bella situazione. Un futuro più nero che bianco potrebbe dipingersi all’ombra della Continassa.
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