Il gesto deciso di un killer di ‘ndrangheta, non è la prima volta che evade. Massimiliano Sestito, condannato all’ergastolo nel 91 per aver ucciso un carabiniere. Nel 2013 un altro omicidio, attendeva la sentenza della cassazione.
Massimiliano Sestito aveva già ucciso nell’agosto del 1991, durante un posto di blocco a Soverato, provincia di Catanzaro, l’appuntato dei carabinieri Renato Lio. Il killer di ‘ndrangheta stava scontando ai domiciliari l’ergastolo per l’omicidio. E’ evaso la notte del 30 gennaio scorso dall’abitazione del padre in provincia di Milano.
Il 52enne, già condannato a 30 anni, era in attesa di una sentenza della Cassazione per un secondo omicidio avvenuto a Castel di Leva, in periferia di Roma, il 24 gennaio. In questo caso a perdere la vita per opera di un commando è il boss Vincenzo Femia, considerato il maggiore esponente criminale nel panorama romano. Per questo omicidio il sicario ‘ndranghetista era finito a processo.
L’assassino Massimiliano Sestito, affiliato alla ‘ndrangheta, stava scontando il suo ergastolo nell’appartamento del padre a Pero, piccolo paesino in provincia di Milano per l’omicidio perpetuato il 20 agosto del ’91 dove perse la vita il carabiniere Roberto Lio durante un posto di blocco nel catanzarese quando decide di evadere.
Il piano per uscire da casa eludendo i controlli degli uomini dell’Arma era semplice da mettere in pratica. Così Sestito nella notte tra lunedì e martedì scorso si strappa il braccialetto elettronico e fugge. I carabinieri facendo il controllo dell’abitazione hanno scoperto l’evasione lanciando immediatamente l’allarme.
Nel 2019, dopo una condanna in primo grado all’ergastolo, il killer Massimiliano Sestito era stato assolto dalla Corte d’appello di Roma. Lasciato, dunque, il carcere di Terni fu sottoposto dal 12 gennaio agli arresti domiciliari in attesa del 3 febbraio, giorno del verdetto della Cassazione. Il latitante calabrese, affiliato alla cosca catanzarese dei “Iozzo-Procopio-Chiefari”, nell’agosto del 2013 aveva già tentato l’evasione durante un permesso premio ma la polizia di Roma lo aveva fermato appena un mese dopo su una spiaggia in provincia di Salerno intendo a godersi un po’ di mare.
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