Si conosce alla perfezione come scorre il tempo sulla terra, e gli strumenti per misurarlo. Questo però non succede per la Luna, in questo periodo al centro d’interesse per una prossima colonizzazione. A pensarci un team di agenzie spaziali, che stanno mettendo a punto un orologio lunare.
Un team di agenzie spaziali, stanno lavorando per costruire un orologi lunare che permetta di scandire il tempo sul satellite della terra.
Sulla terra e sulla luna il tempo scorre in maniera diversa, e mentre sul nostro pianeta si può misurare, lo stesso non si può dire per la Luna. Per questo motivo si sta lavorando per mettere a punto una sorta di orologio che possa in maniera precisa scandire il tempo. Ma da dove nasce la necessità di sapere come scorre il tempo sul satellite della terra? La Luna, ormai da qualche anno, è al centro di molti interessi a livello mondiale e l’obiettivo è riuscire ad avere un riferimento comune per future basi lunari. Il sistema LunaNet su cui sta lavorando la Nasa insieme all’Agenzia Spaziale Europea (Esa), diventerà il primo componente di una rete all’interno del Sistema Solare.
Il lavoro è iniziato nel 2022 con un’incontro a Noordwijk nei Paesi Bassi, con lo scopo di decidere in quale modo misurare il tempo sulla Luna. “A prescindere dal sistema che verrà scelto, dovremo sicuramente scordarci una giornata lunare scandita come sulla Terra dall’alternanza tra giorno e notte, visto che sulla Luna durerebbe circa 29 giorni” ha spiegato Filippo Levi, dirigente di ricerca all’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim). “Da questo punto di vista, il tempo dovrà essere scandito in modo simile a quello terrestre, soprattutto pensando a future colonie umane, che avranno bisogno di conservare un ciclo sonno-veglia regolare“.
La prima cosa da decidere riguarda la scelta, ovvero un orologio sincronizzato con l’Utc, oppure uno che sia indipendente dall’orario terrestre. “Un orologio sincronizzato con l’Utc sarebbe preferibile, renderebbe sicuramente più facili le comunicazioni tra la Terra e la Luna“, aggiunge il ricercatore dell’Inrim. Il lavoro congiunto tra Esa e Nasa inizierà dal 2024, utilizzando in un primo momento i segnali, seppur deboli, provenienti dalla terra. “Per ora, sul nostro satellite non ci sono disturbi e interferenze, quindi questo sistema potrebbe essere sufficiente“, conferma Filippo Levi.
Successivamente si procederà a posizionare alcuni satelliti intorno alla Luna dotati di orologi atomici. In tutto questo, l’importanza è nella cooperazione tra le varie agenzie in modo da avere un sistema unico. A confermarlo anche Filippo Levi: “Mettersi d’accordo prima è senz’altro molto più semplice, perché tornare poi indietro e modificare i progetti in una fase avanzata sarebbe una grossa complicazione“.
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