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Cronaca

Morte Pamela Mastropietro, sfogo duro della madre | Appello accorato agli investigatori

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David Truscello

La mamma di Pamela Mastropietro, barbaramente uccisa nel 2018 a Macerata, si appella alle istituzioni affinché Oseghale, ritenuto responsabile della fine della giovane, paghi senza alcuna riduzione della pena.

Alessandra Verni, mamma della povera Pamela, morta nel 2018 in un appartamento di Macerata, teme che il pusher nigeriano, ritenuto colpevole dalla magistratura per la morte della 18enne, possa vedersi ridotta la pena.

L’allarme della mamma di Pamela Mastropietro sulle indagini svolte – Free.it Fb

L’uomo è stato condannato per omicidio, violenza sessuale, vilipendio e occultamento di cadavere. Il 25 gennaio prossimo si aprirà il processo bis nei suoi confronti. In attesa dell’appello, è di queste ore l’allarme lanciato dalla madre della vittima: “Ci sono due Dna sconosciuti sul corpo di mia figlia. Nessuno vuole scoprire a chi appartengono”.

L’appello agli investigatori: “dopo cinque anni chiedo ancora giustizia”

La signora Verni punta il dito contro quelle che ritiene lacune nel corso delle indagini: “All’appello mancano due persone, nessuno le ha volute cercare”. E ancora: “Dopo cinque anni chiedo ancora giustizia per mia figlia Pamela. Sono andata al Quirinale e al ministero della Giustizia”. La mamma di Pamela non demorde e promette: “Il prossimo 25 gennaio sarò in prima fila al processo di appello bis a Innocent Oseghale: c’è il rischio che gli venga tolta l’aggravante della violenza sessuale alla condanna all’ergastolo e ciò non deve accadere”.

Pamela Mastropietro è stata uccisa e fatta a pezzi dal nigeriano arrivato in Italia e riconosciuto rifugiato, ma poi subito allontanato dai centri di accoglienza del territorio marchigiano. Ai cronisti Alessandra Verni racconta che si è rivolta alle massime istituzioni per chiedere loro di tenere alta la guardia sul processo che sta per aprirsi contro Oseghale. Ma anche per denunciare le indagini effettuate, a suo dire, male. Per la donna, ancora piegata dal dolore per la perdita della figlia, non si è andati fino in fondo.

L’allarme della mamma di Pamela Mastropietro sulle indagini svolte – Free.it AnsaFoto

Lo sfogo di Alessandra Verni

La mamma di Pamela sottolinea: “Ci sono due persone che non sono state ancora tirante in ballo, africani come Oseghale, che faceva parte di una banda di pusher provenienti da Gambia e Nigeria”. Poi entrando nel dettaglio delle accuse, segnala: “C’è il loro dna, di uno di loro sul corpo di Pamela, e anche su uno del trolley dove è stata chiusa dopo l’omicidio”.

La richiesta della famiglia, per voce dalla mamma di Pamela, è molto chiara: “Voglio piena giustizia, non una parte”. Al processo saranno risentiti alcuni testimoni che hanno avuto a che fare con la ragazza pochi giorni prima che morisse. Oltre Oseghale, negli ultimi attimi della sua vita, la 18enne incontrò altri due spacciatori. Questi sono stati prosciolti, però, dall’accusa di omicidio.

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