Simone Inzaghi vince la 4° Supercoppa Italiana della propria carriera, ma a sorridere è anche l’Inter: respirano le casse del club.
Simone Inzaghi vince la Supercoppa numero 4 della sua carriera: uno specialista in materia. Poker servito che piace ai tifosi interisti, ma anche ai dirigenti. Il tecnico, non molto tempo fa, ha detto: “Dove ci sono io arrivano i trofei”. Così è stato: a Riad la partita perfetta, il Milan accusa il colpo con un secco 3-0 che non solo piace poco ai rossoneri ma rimette in discussione tutto. Allenatore e giocatori sotto esame dopo l’ultimo trend. Perdere punti fa male, ma veder sfumare la Supercoppa ancora di più.
Anche perché – discorso comune – in ballo c’è anche la sostenibilità. Motivo per cui Inzaghi, e Zhang, ride il doppio. La manifestazione in Arabia ha un valore, soprattutto economico, che può risollevare le casse dei club partecipanti. Basta vincerla. Inzaghi, che ce l’ha fatta, porta nelle casse nerazzurre un congruo bottino. Tesoretto che serve per far rifiatare un portafoglio in affanno.
A margine dei ringraziamenti societari, l’eventualità che la Supercoppa il prossimo anno si giochi altrove persiste. Ci sono degli accordi – in questo entra la FIGC – da riformulare: nello specifico, l’edizione appena conclusa, ha incamerato nella propria totalità 7 milioni e mezzo di euro. Incasso che va diviso fra addetti ai lavori e intermediari. Gli anni in Medio Oriente, dove tra Gedda e Riad si è giocato Supercoppa Spagnola e Supercoppa Italiana, hanno garantito complessivamente 27 milioni. Un piatto abbastanza ricco da spartire, per questo trattare diventa fondamentale. Bisogna capire se c’è ancora margine per agire di pari passo oppure no.
Conti alla mano, il totale degli introiti va diviso tra squadre e organizzatori, tolto il 10% che resta alla Lega, la differenza di entrate tra vincitori e vinti è pari a 500mila euro. Non proprio spiccioli. Per questo Inzaghi ringrazia e aspetta l’Inter: il rinnovo è da trattare, ma non c’è fretta: accordo su tutto, in particolare quando si vince. Solo che, stavolta, Zhang ha 500mila ragioni (forse anche più) per essere contento.
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