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Cronaca

Consigli anti violenza alle studenti: volantini shock a scuola | Nella bufera finisce anche la regione

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David Truscello

Sta facendo molto discutere un vademecum anti-stupro distribuito nelle scuole di Cividale del Friuli. Negli opuscoli consigli per evitare certi atteggiamenti ed anche sui vestiti da indossare. Monta la protesta.

Si tratta di un elenco di comportamenti da assumere per evitare le aggressioni e contrastare la violenza. Nell’iniziativa è coinvolta anche la Regione Friuli Venezia Giulia. La reazione è stata, però, antitetica alle aspettative. I ragazzi della scuola dove è stato diffuso il vademecum hanno dichiarato: “Siamo allibiti”.

Vademecum anti violenza a scuola – Free.it AnsaFoto

L’accaduto a Cividale del Friuli. Associazioni e parte della politica locale hanno alzato il sopracciglio a leggere quanto c’era scritto. La minoranza in Comune ha sparato a zero sull’iniziativa del governo cittadino in collaborazione con la Regione.

Il vademecum anti-stupro solleva un vespaio di polemiche

“Siamo davvero senza parole. Il testosostiene Alberto Diacoli – consiglia alle donne di non fare sorrisi provocanti o ironici, di non indossare un abbigliamento eccessivamente stravagante o succinto e di evitare di uscire da sole di notte per non attirare potenziali aggressori”. Il consigliere comunale prosegue dicendo: “E’ questa la visione del femminile e della società che ha la nostra amministrazione?  Anziché potenziare la sicurezza nelle strade e nei quartieri e promuovere iniziative di sensibilizzazione e di contrasto alla cultura della violenza e dello stupro – asserisce – il Comune diffonde uno scritto in cui si colpevolizzano comportamenti che dovrebbero rispecchiare la libertà di ciascun individuo”.

E ancora accusando la giunta: “Invece di suggerire alle donne una vita di castità e reclusione, l’amministrazione dovrebbe impegnarsi a garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità. Non è accettabile incalza Diacoliche nel 2023 si diffondano ancora messaggi che spostano la colpa sulla vittima, anziché sull’aggressore”. Dello stesso tenore è stata la dichiarazione di Emanuela Gorgone, capogruppo di Civi_ci, che anche da donna ha voluto dire la sua: “E’ sconfortante verificare, una volta di più come l’argomento della violenza, in particolar modo quella sulle donne – afferma – sia affrontato in maniera superficiale e stereotipata. Ed è grave che un opuscolo del genere sia distribuito nelle scuole […]”.

Vademecum anti violenza a scuola – Free.it AnsaFoto

Opuscolo distribuito nelle scuole: la reazione degli studenti e la replica del Comune

Non è stata meno dura la reazione degli studenti. Il Movimento studentesco per il futuro ha fatto sapere come la pensa circa l’insieme di consigli per evitare le violenze: “Scandalosa la distribuzione di tali opuscoli, che dovrebbero insegnare a prevenire l’aggressione e che invece non fanno altro che legittimarla”. I giovani si spingono oltre, ed entrano nel merito degli aspetti dello scritto: “Il testo è di per sé intriso di violenza di genere: è inaccettabile la narrativa tossica con cui viene trasmessa la colpevolizzazione delle vittime” . Dopo una serie di reprimende, l’organizzazione studentesca chiosa: “Pretendiamo che si parli di educazione all’affettività e appunto al consenso: educare è l’unica vera prevenzione”.

Piuttosto sorpresa l’amministrazione all’apprendere questa levata di scudi. Tanto che l’assessore alle politiche sociali, Catia Brinis, replica: “Non è mica la prima volta che l’opuscolo viene distribuito. E’ stato redatto non dalla sottoscritte – rende noto il membro della giunta Bernardi – bensì da psicologhe e professionisti dell’Irss, dunque da figure che operano a stretto contatto con i centri antiviolenza”. Brinis continua poi sottolineando gli obiettivi della campagna: “L’intento dell’amministrazione era quello di offrire un supporto ai ragazzi e alle famiglie, fornendo loro alcuni suggerimenti su come tutelare la propria incolumità, considerata la preoccupante escalation dei fenomeni di prevaricazione. Le frasi incriminate –conclude-  vanno lette nel quadro d’insieme, non isolate e decontestualizzate” C’è da scommettere che la vicenda non sia finita qui.

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