Arrivano in Italia le nuove bombe nucleari americane. Si tratta di ordigni tattici altamente letali, 5 volte più devastanti della bomba di Hiroshima. Ecco cosa c’è da sapere.
Mentre il conflitto in Ucraina si fa sempre più intenso e si arriva a evocare un Armageddon, stanno per giungere in Italia le nuove bombe nucleari americane. Secondo l’esperto la loro potenza è compresa da 0,3 a 50 chilotoni.
Questi micidiali strumenti militari sono destinati alla base di Ghedi, in provincia di Brescia. Le B61-12, questo il loro nome tecnico, giungeranno in Lombardia nell’ambito del “nuclear sharing”, ovvero la dottrina statunitense volta a esportare materiale atomico anche sul territorio dei Paesi alleati.
Gli ordigni nucleari di Whashington possono essere trasferiti presso altri Paesi alleati, anche se questi non ne siano in possesso. Molti esperti stanno seguendo questa iniziativa militare nell’ottica delle strategia di deterrenza, e chissà anche tenendo un occhio fisso all’orizzonte sul conflitto in Ucraina.
Le nuove bombe andranno a sostituire quelle precedenti, ormai tecnicamente superate. Quindi i modelli B61-11. L’avvicendamento avverrà in Belgio, Germania, Paesi Bassi, ma anche in Italia e Turchia. Le atomiche saranno installate sui temibili F-35. Al contempo saranno dismessi anche i vecchi Tornado.
Stando a quanto riferito da Giorgio Beretta di Opal Brescia, le armi in questione, di natura tattica, sono in grado di colpire un’area delimitata, senza per questo essere meno letali di altre del genere nucleare. L’analista scrive su La Voce del Popolo che la potenza di questa sofisticata ultima generazione di nucleare varia da 0,3 a 50 chilotoni. La capacità devastatrice è quindi molto superiore a Little Boy. Di più queste bombe possono esplodere anche sotto il terreno sprigionando 1.250 chilotoni, equivalenti a 83 bombe come quella sganciata sul Giappone nel 1945.
Se la presenza di questo armamento sul territorio nazionale rende da una parte l’Italia più sicura, specularmente parlando la espone come obiettivo sensibile in caso di escalation nel contesto della guerra in Ucraina. Nella base di Brescia, lo scorso giungo, è arrivato il primo caccia F-35 assegnato al gruppo dei Diavoli Rossi, in ottica di potenziamento della “capacità non convenzionale” dell’Arma di Aeronautica. Una situazione sempre più incandescente, che potrebbe per di più suscitare la reazione delle frange pacifiste e delle popolazioni locali, generando malumori e disordini sociali.
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