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Cronaca

Carabinieri, svolta sui reati ambientali: possibile uso dei droni | Cosa cambia nelle indagini

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Andrea Desideri

Carabinieri, cambia il modo di lavorare: svolta sui reati ambientali, l’Arma cambia approccio. Cosa è possibile fare.

Torino, la rivoluzione parte dalla Mole. Si comincia a parlare in maniera più approfondita di reati ambientali: in particolare rispetto allo stoccaggio rifiuti e rispetto allo smaltimento degli stessi. Terreno fertile anche per la criminalità organizzata che, ormai, agisce sul settore dei rifiuti in ogni parte d’Italia.

Carabinieri, svolta nelle indagini sui reati ambientali (ANSA)

È impossibile oggi parlare di “terra dei fuochi” esclusivamente rispetto alle realtà del sud. Il problema esiste ovunque: è per questo che la caccia alle discariche abusive non solo è cominciata, ma si evolve in tutto e per tutto. L’Arma dei Carabinieri e l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale hanno, infatti, siglato un protocollo per agire contro i reati ambientali mediante l’utilizzo di veri e propri droni che possano garantire una mappatura dall’alto e addentrarsi nei luoghi cardine senza paura di ripercussioni.

Carabinieri, cambia tutto: ok all’uso dei droni per i reati ambientali

La tecnologia entra nelle indagini. Situazione necessaria e attesa da tempo. A parlare in tal senso è Antonio Di Stasio, Comandante dei Carabinieri della Legione Piemonte e Valle D’Aosta che va immediatamente al nocciolo della questione: “Il senso di questo protocollo è dare una cartina tornasole rispetto a come devono essere affrontate le indagini nella quotidianità con i relativi problemi che presenta”.

Cambia il metodo nelle indagini ambientali (ANSA)

Tradotto: non è più possibile accontentarsi di certi risultati. Occorre arrivare alla fonte del problema: i luoghi, ma anche le ripercussioni sugli stessi. I droni possono e devono dare una classificazione e un inquadramento maggiore su tutto questo: non sono soltanto uno strumento per facilitare il lavoro, ma anche un punto d’arrivo per modificarlo nella propria interezza.

Occhio umano e tecnologia debbono lavorare a braccetto. Sposa questa tesi anche il Sindacato UNARMA che, tramite i suoi rappresentanti, alla redazione di Free.it fa sapere: “Ben vengano mezzi ulteriori che facilitino il compito di stanare determinate piaghe socio-culturali e mal costume che sedimentano nel nostro Paese da tempo”. Lo smaltimento dei rifiuti, con relativo stoccaggio, resta un grande punto interrogativo: la tecnologia avanzata prova a risolvere le questioni aperte, ma servirà anche – e soprattutto – la mano dell’uomo.

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