Novità per i politici italiani con un annuncio che aumenta le polemiche: qual è il dettaglio sugli stipendi.
Cambia qualcosa, ma non troppo, sul fronte degli stipendi dei parlamentari italiani. Di fatto c’è una novità che riguarda proprio i compensi percepiti dai vari deputati eletti da qui ai prossimi anni. L’annuncio arriva da Filippo Scerra, Questore della Camera e deputato del Movimento 5 Stelle.
Si tratta di una novità che, secondo Scerra, porterebbe ad un risparmio pari a 30 milioni di euro all’anno. L’esponente politico scende nel dettaglio e spiega su Twitter quanto accaduto di recente. Una novità certamente accolta in vari modi dai cittadini italiani.
Di fatto la Presidenza della Camera avrebbe così bloccato l’aumento delle indennità dei parlamenti, cosa che sarebbe partirà dal 2025. “È una battaglia che ho condotto in seno al Collegio dei Questori, è una vittoria del Movimento 5 Stelle“, sostiene Filippo Scerra, Questore della Camera e deputato M5S.
Conti alla mano, infatti, stop all’adeguamento di circa 5.500 euro al mese per ogni singolo deputato, ma c’è di più. “Grazie a questo intervento e al taglio dei parlamentari permettiamo un risparmio annuo di 80 mln. Sono enormemente soddisfatto perché è un’azione coerente con la nostra visione di gestione oculata della cosa pubblica. Il Movimento 5 Stelle continua a dire no ai privilegi della classe politica“, ricorda Scerra.
Lo stop consentirà di risparmiare 30 milioni di euro, a cui si aggiunge la restante parte derivata dal taglio dei parlamentari, cosa già emersa con la nuova legislatura guidata da Giorgia Meloni. Un modus operandi che sarebbe entrato in vigore dal 2025, così non sarà invece per le scelte prese di recente.
L’ufficio stampa della Camera aveva invece parlato di una proroga che, fra tre anni, avrebbe registrato un incremento pari a 29,4 milioni di euro. La proposta del Collegio dei Questori di Montecitorio ha ricevuto l’unanimità dei consensi.
Certamente una notizia presa bene in parte dei cittadini che, però, sui social non avrebbe accolto la questione con toni trionfalistici. In realtà, infatti, non si tratta di una riduzione dei compensi, bensì uno stop all’aumento in programma a partire dal 2025. Proprio per questo, di conseguenza, parlare di risparmio non è cosa ben accetta dai cittadini. Sui social la questione ha infatti aumentato il dibattito, con tanto di polemiche.
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