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Attualità

Guerra Ucraina, confessione drammatica di un soldato russo intercettato alla madre

Published by
Stefano Serrani

Guerra Ucraina, l’incubo delle forze russe al fronte. Il soldato e la telefonata intercettata con la mamma: “Beviamo acqua dalle pozzanghere, così verremo massacrati”.

L’ennesima telefonata intercettata. Quella tra un soldato russo di nome Andrey che decide di ignorare gli ordini dei superiori e di chiamare la madre con un cellulare non autorizzato. Le rivelazioni sullo stato d’animo di migliaia di militari e la realtà, dura, della guerra in Ucraina nelle conversazioni captate dai Servizi Segreti di Kiev.

Guerra Ucraina, confessione drammatica di un soldato russo intercettato alla madre

Lyman, 8 novembre ore 15.10: parte la chiamata di Andrey verso la mamma. Una telefonata che durerà poco più di 5 minuti in cui il soldato russo racconta le condizioni delle truppe russe dispiegate da settimane nell’Oblast di Donetsk. Poco cibo, zero acqua. “Nessuno ci dà da mangiare, mamma. E ad essere onesti la nostra fornitura è una m****. Attingiamo acqua dalle pozzanghere, poi la filtriamo e la beviamo”.

La città di Lyman, presa dai russi lo scorso maggio, è stata liberata dalle forze ucraine nel mese di ottobre. Ma delle munizioni promesse per provare a rovesciare la battaglia neanche l’ombra. Dove sono i missili di cui si vantava Putin? C’è un grattacielo proprio di fronte a noi. Ma i nostri soldati non possono colpirlo. Abbiamo bisogno di un missile da crociera Calibr e basta”, dice Andrey alla madre.

Guerra Ucraina, le telefonate dei militari russi ai propri cari: “Se ci ritiriamo verremo fucilati”

Nonostante i giorni difficili e le condizioni estreme Andrey prova a tranquillizzare la mamma. Tutto si risolverà, prova a rincuorarla il militare, perché “dico sempre le preghiere, ogni mattina”. In altre telefonate intercettate, e diffuse dal Guardian, il leit motiv rimane, più o meno, lo stesso.

Guerra Ucraina, le telefonate dei militari russi ai propri cari: “Se ci ritiriamo verremo fucilati”

In una conversazione del 6 novembre un soldato racconta al padre di un collega rimasto ucciso in battaglia che “non arrivano rinforzi e non c’è comunicazione”. Ma guai a pensare alla resa perché “altrimenti verremo fucilati”.

In una terza intercettazione, datata 26 ottobre, un militare russo nel Donetsk rivela a sua moglie come è riuscito a fuggire insieme ad altri tre compagni dallo “spargimento di sangue” di un assalto ucraino. “Sono in un sacco a pelo, tutto bagnato”, salvo per il momento, ma se continua “così saremo massacrati”.

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