Con la diminuizione dei cadi di Covid-19 cambiano le norme che regolano lo smart working. Con la pubblicazione del Decreto aiuti bis in Gazzetta ufficiale, enentrano in vigore le nuove regole per il “lavoro agile”.
La nuova direttiva diminuisce il numero dei lavoratori a cui sarà permesso lavorare lontano dagli uffici, anche se rimangono alcune eccezioni. Intanto, nelle scorse ore, il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo promuove lo smart working.
Il ministro Zangrilo ha parlato di smart working nel corso di una intervista, sottolineando che “con la pandemia il numero di lavoratori italiani che hanno lavorato in smart working è passato da 500mila a 5 milioni. È sbagliato pensare che nella pubblica amministrazione non funzioni”, può essere utile se si passa “da una logica di controllo alla misura del risultato e alla verifica delle performance“.
Una apertura interessante nonostante le nuove restrizioni sul “lavoro agile” entrate in vigore dopo la pubblicazione del Decreto aiuti bis in Gazzetta ufficiale.
Intanto sarà prevista una proroga dello smart working fino al 31 dicembre 2022 per tutti quei lavoratori fragili e per i genitori con figli under-14.
Sarà quindi possibile lavorare da fuori l’ufficio se si rientra in queste due categorie, ma con due clausole: entrambi i genitori devono essere lavoratori e nessuno dei due deve percepire misure di sostegno al reddito.
Della proroga potranno usufruire anche i lavoratori del settore privato o pubblico che sono più esposti al rischio del contagio Covid. Quest’ultimi dovranno presentare certificazione medica legale o del medico di medicina generale.
Tutti coloro che lavorano nel settore pubblico, in realtà, avevano già subito il cambio delle regole relative al “lavoro agile”. Da poco più di un anno fa, il 15 ottobre 2021, vale il principio della prevalenza del lavoro in presenza. Diversi settori della pubblica amministrazione e aziende pubbliche hanno comunque cambiato, riorganizzando gli spazi comuni e i turni per i dipendenti.
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