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Qatar 2022, il messaggio di Al Qaeda contro i Mondiali alza la tensione

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David Truscello

L’apertura dei Mondiali Qatar 2022 porta con sè anche la preoccupazione per possibili attentati di Al Qaeda. “Ateismo e corruzione” è stata l’accusa dell’organizzazione terroristica nei confronti dell’evento sportivo.

Al Qaeda, tramite la sua cellula nello Yemen, ha diffuso una nota con la quale giudica i Mondiali di calcio in Qatar una manifestazione di “ateismo e corruzione”. Per chi non lo sapesse Doha è una delle città con il più alto tasso di fedeli islamici di tutto il Medio Oriente, molti dei quali potrebbero essere tentati a mettere in pratica il vademecum del “buon musulmano” stilato da Al Qaeda.

Mondiali di calcio in Qatar, nota di Al Qaeda – Facebook

A questo proposito le forze di sicurezza del paese degli Emiri sono molto attente sul fronte terroristico. La parola d’ordine è quindi quella di tenere alta la guardia per garantire l’incolumità degli sportivi e di tutti coloro che sono giunti in Qatar per il Mondiale.

Il messaggio di Al Qaeda

Più che invitare ad una strage, Al Qaeda sembrerebbe aver fatto appello alla raccomandazione di tenersi lontano dagli stadi. Nel documento dell’organizzazione estremista islamica, le autorità di Doha sono state pesantemente criticate per aver “portato persone immorali, omosessuali, seminatori di corruzione e atei nella Penisola Arabica”.

Inoltre è stato anche scritto che la manifestazione avrebbe l’obiettivo di “distogliere l’attenzione dall’occupazione dei Paesi musulmani e dalla loro oppressione”. Quindi il monito dei sostenitori della jihad: “Ammoniamo i fratelli musulmani dal seguire o dal partecipare”.

Mondiali di calcio in Qatar, nota di Al Qaeda – Facebook

I rapporti tra il Qatar e Al Qaeda

Acclarata dagli organi competenti sulla sicurezza l’autenticità della nota proveniente dallo Yemen, sotto i riflettori ci sarebbero le connessioni tra il Qatar e l’organizzazione legata a Osama Bin Laden. E’ a tutti noto come di recente il governo della dinastia al-Thani avesse finanziato la costruzione di numerose moschee e centri islamici in Europa, tra cui una trentina in Italia. Parimenti per evitare contraccolpi in ambito internazionale, le autorità qatariane hanno puntato molto sulla sicurezza. Ben 500 mila gli addetti che sono stati impiegati nel settore, più la presenza di esperti provenienti dal Regno Unito e dagli Stati uniti.

Ciononostante molti bollerebbero l’operazione come un restyling di facciata per scindere l’immagine del Paese da quella di Al Qaeda. E’ ancora fresco alla memoria l’episodio che nel 2017 vide Doha sotto accusa per aver finanziato i Fratelli Musulmani e la stessa Al Qaeda. Di più anche per aver attualmente un ruolo nella guerra civile in Yemen in favore della fazione houti filo-Teheran.

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