Minori in attesa di affidamento o adozione, bisognosi di attenzione, che invece subiscono violenze. E’ accaduto in un istituto religioso di Santa Maria della Provvidenza di Casamicciola; 4 suore indagate. Una è finita in carcere.
La definiscono un’operazione “senza precedenti” quella coordinata dal procuratore aggiunto Raffaele Falcone (sezione fasce deboli) e la cui fase investigativa è stata affidata ai carabinieri della compagnia di ischia.
E in effetti la vicenda che stiamo per raccontare ha dell’incredibile: violenza, minori, suore. 3 Elementi che non dovrebbero mai coesistere e che invece sono stati purtroppo alla base di un fatto di cronaca accaduto all’interno dell‘istituto religioso Santa Maria della Provvidenza di Casamicciola Terme, nell’isola di Ischia.
Maltrattamenti, lesioni e violenza privata in concorso con le aggravanti di abusare della condizione di inferiorità fisica e psichica determinata dall’età delle vittime, nonchè di commettere i reati all’interno di un istituto di educazione e formazione. Queste le pesanti accuse a carico di 4 religiose, 4 suore, attualmente indagate. Una, la madre superiora è finita addirittura in carcere a Pozzuoli. Le altre invece non possono dimorare in Campania.
Ma come si sono svolti i fatti? Quando è scattata l’operazione dei militari dell’Arma? Come sono state appurate le violenze commesse dalle religiose? Chi ha fatto in modo che fortunatamente questi maltrattamenti venissero a galla? Partiamo dalla risposta all’ultimo interrogativo: gli episodi incriminati sono stati immortalati da una giovane ospite dell’istituto religioso, una ragazzina come tante, che è riuscita nell’intento di riprendere alcune scene violente senza farsi scoprire.
Perchè, proprio per evitare che schiaffi alla nuca, calci, tirate di capelli e ciabatte sulle mani venissero riprese e diffuse, le suore avevano l’abitudine di togliere il cellulare ai piccoli che avrebbero dovuto accudire, e che evidentemente diventano soltanto oggetto delle loro torture.
In uno di questi video la scena ripresa è all’interno della mensa dell’istituto. La suora se la prende con un bimbo di appena 4 anni: gli tira schiaffi e più volte lo afferra per i capelli. Il piccolo ovviamente non capisce e subisce, scoppia a piangere. In suo aiuto arriva il fratello “più grande”.
Anche lui ha però soltanto 8 anni. Aver preso le difese del fratello gli vale un violento schiaffo, che gli provoca la fuoriuscita di sangue dal naso. Immagini che lasciano senza senza parole, scioccanti. L’autrice delle violenze è proprio la madre superiora, una suora malgascia di 50 anni. E’ lei ad essere finita dietro le sbarre a Pozzuoli.
Quel video, girato da una ragazzina evidentemente stufa di vedere e subire, ha consentito ai carabinieri di avviare la fase investigativa. C’era la necessita di provare che il fatto appena raccontato non fosse isolato. Sono state così montate telecamere nascoste e microfoni. Le piccole vittime delle violenze sono state ascoltate in modalità protetta.
In questo modo è stato possibile identificare le responsabili delle violenze: la madre superiora, come detto, che dirige anche l’istituto e le altre suore che si occupavano della mensa e del doposcuola.
La violenza resta tale sempre. La violenza è sempre da condannare, ma l‘Istituto religioso Santa Maria della Provvidenza è un luogo in cui si ospitano minori già in profonda difficolta. Bambini e bambine in attesa di trovare una famiglia in affido o in adozione. Piccoli che hanno già sofferto tanto e che avrebbero avuto solo bisogno di essere rassicurati, protetti e possibilmente amati e voluti.
L’istituto accoglieva, dietro pagamento, anche ospiti esterni. Ecco basta pensare a tutto, ciò per comprendere fino in fondo l’eccezionalità di un’operazione che nessuno avrebbe mai voluto eseguire o raccontare.
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