Juventus, intreccio sulle plusvalenze: il caso si complica, cosa non torna

La Procura di Torino ha completato le proprie indagini nei confronti dei componenti del Consiglio d’amministrazione della società bianconera a cui vengono contestati diversi reati finanziari. Gli inquirenti puntano il dito sugli anni dal 2018 al 2020.

Le indagini hanno riguardato anche alcuni giocatori i cui stipendi vennero bloccati dal club di Torino.

Juventus, intreccio sulle plusvalenze: il caso si complica, cosa non torna

Le indagini preliminari della Procura di Torino erano iniziate nel 2021. I reati contestati falso nelle comunicazioni sociali e false comunicazioni rivolte al mercato, trattandosi di una società quotata in Borsa. La comunicazione di conclusione indagini è stata inviata dal procuratore capo di Torino Anna Maria Loreto.

Secondo l’accusa sarebbero stato alterati bilanci quale conseguenza “di un anomalo ricorso ad operazioni di scambio dei diritti alle prestazioni sportive di un elevato numero di atleti, operazioni, per altro, nel complesso distoniche nel panorama nazionale“.

Juventus, tra gli indagati anche il presidente Andrea Agnelli e il vice Pavel Nedved

Gli indagati sono 16. Tra questi ci sono il presidente della società bianconera Andrea Agnelli e il vicepresidente Pavel Nedved.

Juventus, tra gli indagati anche il presidente Andrea Agnelli e il vice Pavel Nedved

Le annualità prese in considerazione dagli inquirenti sono tre: il 2018 (approvato il 24 ottobre 2019), il 2019 (approvato il 15 ottobre 2020) e il 2020 (approvato il 29 ottobre). A condurre le indagini Ciro Santoriello e Mario Bendoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio. Un pool di magistrati del Gruppo di Diritto Penale dell’Economia.

Secondo gli inquirenti le “operazioni di scambio, che, non generano flussi finanziari di sorta, risultano, concluse a valori stabiliti dalle parti in modo arbitrario e con lo scopo di far fronte alle necessità di bilancio del momento: tali operazioni sono state ritenute fittizie“. Sempre secondo l’accusale plusvalenze da queste generate, sono state rivisitate secondo i principi contabili internazionali, cui Juventus Fc, quale società quotata, deve comunque attenersi“.

Per gli inquirenti ci fu un ulteriore intervento per alterare i risultati di bilancio attraverso ‘manovre stipendi’, negli anni 2020 e 2021. “Sussistono concreti elementi per ritenere che i calciatori, in accordo con la società, abbiano rinunciato a percepire, in concomitanza con il periodo pandemico, una sola mensilità e non quattro, come per contro comunicato da Juventus Fc nel marzo 2020“. E le restanti tre mensilità,non sarebbero oggetto di rinuncia, bensì di differimento ad esercizi successivi“.

Ad alcuni indagati è stato contestato il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni insistenti.