Berlusconi-Putin, caos nel centrodestra per le ultime dichiarazioni del leader di Fi. Scambio di regali e rapporti riallacciati: in un audio pubblicato da LaPresse, l’ex Premier parla ai neo-eletti.
Berlusconi ha ricominciato a sentire Putin. Un altro colpo inferto alla coalizione di centrodestra, l’ennesima provocazione che stavolta rischia di soffocare nella culla il neoeletto Governo Meloni. O, nel migliore dei casi, ne comprometterebbe in maniera pesante l’immagine in Europa.
Le parole di Berlusconi vengono ovviamente rilanciate dai media russi, il passaggio interessa a tanti: “L’adesione dell’Ucraina alla Nato porterà a una guerra mondiale”. “I Ministri russi hanno già detto in diverse occasioni che siamo noi in guerra con loro perché forniamo armi e finanziamenti all’Ucraina. Io non posso personalmente esprimere il mio parere perché se viene raccontato alla stampa viene fuori un disastro, ma sono molto, molto, molto preoccupato. Ho riallacciato un po’ i rapporti con il Presidente Putin, un po’ tanto“, le parole del Cavaliere, secondo quanto apprende LaPresse, nel corso del suo intervento alla riunione dell’assemblea di Forza Italia per l’elezione dei capogruppo.
Putin per il suo compleanno gli ha mandato “20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima”. “Io – rivela l’ex Premier – gli ho risposto con bottiglie di Lambrusco e con una lettera altrettanto dolce. Io ero stato dichiarato il primo dei suoi cinque veri amici”, ha concluso il leader di FI.
Se Berlusconi si discosta dalla linea pro Kiev, il resto del centrodestra si compatta attorno alla figura di Zelensky. Dopo la telefonata tra il Presidente ucraino e la Premier in pectore Giorgia Meloni la politica estera del Governo nascente sembra delinearsi in maniera chiara.
Ne è convinto l’Ambasciatore russo in Italia Sergej Razov che non si aspetta con il nuovo Esecutivo un diverso atteggiamento da parte dell’Italia nei confronti di Mosca e del conflitto in corso in Ucraina. In un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa russa TASS, Razov ha evidenziato come finora sia stata “delineata una linea per la continuazione del sostegno all’Ucraina e il rispetto delle sanzioni anti-russe“. L’Ambasciatore russo non ha dubbi: non ci saranno grossi scostamenti dalla linea seguita in questi mesi dal Governo Draghi. Questo perché “durante la telefonata del 4 ottobre tra Meloni e Zelensky è stata confermata l’intenzione di continuare il sostegno globale al regime di Kiev“.
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