Svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Marcello Toscano, il professore ucciso a Melito. La Procura ha fermato un collaboratore scolastico. Il movente sarebbe di tipo economico.
Novità importanti sull’omicidio di Marcello Toscano, il professore trovato morto dietro un’aiuola nel cortile della scuola in cui insegnava, la Guarino Marano di Melito, nel napoletano. Nell’ambito di un’inchiesta lampo la Procura di Napoli Nord, coordinata dal Procuratore Maria Antonietta Troncone, ha sottoposto a fermo un collaboratore scolastico.
Si tratta di Giuseppe Porcelli, anni 54, a cui viene contestato il reato di omicidio. Secondo le prime indiscrezioni dietro alla morte dell’insegnante di sostegno vi sarebbero motivazioni di tipo economico ma si attendono ulteriori aggiornamenti da parte della Procura.
Stando a quanto trapelato finora, se l’orario dell’aggressione dovesse coincidere con quello in cui Toscano ha smesso di rispondere al cellulare, il professore potrebbe essere stato ucciso in un lasso di tempo che va dalle 12 alle 12.30. E cioè mentre le lezioni erano in pieno svolgimento. Sul corpo della vittima, rinvenuto in un cespuglio, poco distante da una casupola, i Carabinieri hanno trovato i segni di diverse coltellate all’altezza dell’addome e tracce ematiche. Probabilmente anche dell’assassino. Altre tracce sono state repertate all’interno della stessa casupola.
La morte di Toscano ha suscitato sgomento e indignazione in tutto l’hinterland a nord di Napoli. Zona in cui Toscano era piuttosto conosciuto per le molteplici attività svolte sul territorio. Ex consigliere comunale, negli ultimi tempi si era anche avvicinato all’ambiente sindacale, interessandosi alle battaglie della Cisl.
Ora le porte della scuola Guarino Marano rimarranno chiuse per almeno un paio di giorni. “Non lasciateci soli”, il drammatico appello del Sindaco di Melito Luciano Mottola, che denuncia la gravissima emergenza sicurezza che da tempo attanaglia il Comune al confine con Scampia e Secondigliano. Una problematica allarmante che riguarda in maniera pesante la stessa scuola nel cui cortile è stato ritrovato il cadavere dell’insegnante.
Il primo episodio risale allo scorso maggio, quando un ragazzino di 13 anni venne ferito alla schiena con un coltello da un suo stesso compagno di classe mentre era in aula. Due mesi prima, invece, bambina di 11 anni era stata aggredita da una coetanea nel bagno della scuola.
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