Cominciano a farsi largo le prime ipotesi sulle cause che hanno provocato l’incendio alla Nitrolchimica di San Giuliano Milanese. Il rogo è stato devastante e l’esplosione che lo ha preceduto si è udita a molti chilometri di distanza. Ecco gli ultimi aggiornamenti sul tragico accaduto che ha ferito 6 dipendenti della fabbrica.
La Procura di Lodi ha subito aperto un fascicolo sul terribile caso dell’incendio della Nitrolchimica di San Giuliano Milanese. Il 7 settembre scorso un devastante incidente ha letteralmente mandato in fumo lo stabilimento industriale specializzato nel recupero di solventi e nello smaltimento di rifiuti pericolosi.. Dalle telecamere a circuito chiuso degli opifici vicini, si è potuta ricostruire parte della vicenda e fare luce su alcuni dettagli che hanno causato l’esplosione.
Dalle immagini si noterebbe un operaio intento a buttare dei rifiuti in un compattatore. Sarebbe questo il motivo della fiammata da cui è stato generato l’inferno di fuoco successivo? A questa domanda stanno cercando di rispondere gli inquirenti.
Stando a quanto si apprende, la ricostruzione della vicenda starebbe ruotando attorno all’uomo che avrebbe lanciato dentro un compattatore dei rifiuti. Forse involontariamente insieme a un pezzo incandescente. L’operaio coinvolto nel gesto ha riportato gravi conseguenze con ustioni di secondo e terzo grado, anche al viso. Trasportato all’ospedale Niguarda, al momento le sue condizioni restano critiche. Sempre secondo le ipotesi, invece di usare l’estintore, l’uomo si sarebbe fatto carico di trasportare la cisternetta infiammata altrove, con l’ausilio di un muletto. E’ in questa fase che avrebbe urtato un serbatoio di solventi poi è esploso.
Nonostante i rilevamenti dell’Arpa, che sul posto ha mandato diversi tecnici e montato sistemi d monitoraggio dell’inquinamento, è di queste ore l’ordinanza che intima alla cittadinanza di non mangiare i prodotti degli orti in prossimità del luogo dell’incidente. L’analogo provvedimento precauzionale è stato emesso sia dal comune di San Giuliano Milanese che da quello di San Donato Milanese. Vietato dunque raccogliere frutta e verdura coltivata all’aperto o cresciuta spontaneamente.
Ad estendere la portata della misura, anche l’interdizione ai bambini di intrattenersi a lungo nei cortili delle scuole e il divieto di pascolo e razzolamento all’aperto degli animali da cortile. A sollecitare l’adozione dell’atto in via tutelare è stata l’Ats.
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