Netflix, lo streaming non ‘tira’ più: abbonamenti in picchiata | La trovata del colosso per risollevare i conti

Netflix, il gigante dello streaming prepara un nuovo abbonamento low cost: in arrivo entro fine anno in alcuni Paesi un piano a prezzo ribassato. Come potrebbe essere l’offerta.

Manca ancora l’ufficialità, ma Bloomberg anticipa le intenzioni del colosso dell’entertainment: prende forma la versione più economica dell’abbonamento Netflix.

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Netflix, lo streaming non ‘tira’ più: abbonamenti in picchiata | La trovata del colosso per risollevare i conti

Quattro minuti di pubblicità ogni ora di visione con una una tariffa mensile che potrebbe variare tra i 7 e i 9 euro, da mettere in campo per arginare il calo degli abbonati registrato dall’inizio del 2022. Negli ultimi tre mesi dell’anno Netflix proporrà la nuova tariffa in almeno sei Paesi, mentre nel corso del 2023 l’opzione dovrebbe entrare a pieno regime.

Secondo fonti citate da Bloomberg, descritte come “vicine alla vicenda”, il colosso dello streaming intende proporre brevi spot pubblicitari ogni ora, sia prima sia durante la visione. Fino ad ora Netflix ha rifiutato di commentare la vicenda e non sono arrivati annunci ufficiali. Se, come sembra probabile, si intende partire con il nuovo piano dall’ultimo trimestre del 2022, è verosimile che nelle prossime settimane arriveranno aggiornamenti in merito.

Netflix, spot durante lo streaming e abbonamenti low cost: a Microsoft la gestione della pubblicità

Già lo scorso aprile Netflix aveva manifestato l’intenzione di inserire spot pubblicitari durante la visione dei contenuti, ma il progetto è decollato solamente a metà luglio, con l’annuncio del coinvolgimento di Microsoft per gestire la pubblicità.

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Netflix, spot durante lo streaming e abbonamenti low cost: a Microsoft la gestione della pubblicità

Stando a quanto riferito dalla società di consulenza Ampere Analytics, la nuova offerta potrebbe generare 8,5 miliardi di dollari all’anno a livello globale entro il 2027, considerando sia i canoni di abbonamento sia gli introiti che arriverebbero dalle pubblicità.

Per Netflix si tratta di una necessità strategica. La perdita di 200mila abbonati che si è registrata tra gennaio e marzo di quest’anno, oltre far crollare la società in Borsa, ha infatti costretto l’azienda a intervenire per impedire la condivisione della password di uno stesso abbonamento tra più utenti e l’ha obbligata a licenziare 150 dipendenti per ridurre i costi del personale. In più tra aprile e giugno la piattaforma ha subito un nuovo crollo con la perdita di circa un milione di abbonati. Una cifra sicuramente impressionante, ma le stime ipotizzavano una situazione ancora più catastrofica con un calo previsto di due milioni di abbonamenti. Ovviamente il bacino d’utenza non può crescere all’infinito e il periodo non è certamente dei migliori. Per questo Netflix è al lavoro per tenersi stretti gli abbonati che già ha.