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Costretto dall’azienda a fare un gioco alcolico, dipendente va in coma | La scusa agghiacciante dei superiori

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Maria Teresa Bianco

La festa organizzata dall’azienda è finita nel peggiore dei modi per un dipendente di 28 anni, costretto a partecipare a un gioco alcolico. Dopo aver bevuto troppo va in coma. Il risvolto scioccante dei capi

La storia del dipendente 28enne Michael Brockie ha dell’assurdo. Durante la festa aziendale è stato costretto a partecipare a un gioco alcolico.

Costretto a fare un gioco alcolico dall’azienda, dipendente va in coma (Pixabay)

Così il ragazzo ha bevuto troppo e dopo una caduta è finito in coma. La spiegazione data dai suoi superiori è scioccante.

Costretto a fare un gioco alcolico dall’azienda, giovane dipendente in com: la risposta assurda dei superiori

Ha subito una lesione celebrale dopo essere caduto a terra e aver sbattuto la testa. Questa è la storia incredibile di Michael Brockie, dipendente 28enne della PwC, azienda inglese andato in coma dopo aver partecipato a un gioco alcolico indetto dalla sua stessa azienda.

Dipendente costretto a partecipare a un gioco alcolico dalla sua azienda, in coma (Pixabay)

Il ragazzo “costretto” a partecipare al gioco ha bevuto una grande quantità di alcol che l’ha portato in coma. Ricoverato d’urgenza, Michael, così come riporta il Daily Mail, è stato sottoposto a un’operazione in cui le è stata rimossa una parte del cranio.

Per questo Michael Brockie, ha avviato un’azione legale contro l’azienda chiedendo un risarcimento di circa 236mila euro. Nei documenti al vaglio degli inquirenti, l’impiegato accusa i suoi superiori di aver organizzato l’evento trascurando la sicurezza dei dipendenti. 

Le regole del gioco

La festa alcolica si è tenuta nel 2019 e in quel caso, l’azienda aveva organizzato un tour di ben 9 pub diversi della città. Il gioco consisteva nel bere pinte di birra nel minor numero di sorsi possibili (i sorsi venivano contati, chi ne faceva meno prendeva più punti) e questo avrebbe incoraggiato.

Secondo quanto riferito dal 28enne, l’organizzatore dell’evento nonché manager del dipartimento di audit, Simon Fradgley, avrebbe insistito molto affinché tutti gli impiegati partecipassero. “Se non volevi partecipare al gioco dovevi presentare un certificato medico”.

Dopo aver partecipato al gioco alcolico, Brockie è stato trovato dai colleghi riverso sul marciapiede, dopo aver sbattuto la testa. Portato di corsa in ospedale gli è stato diagnosticato un trauma cranico e una lesione celebrale medio-grave.

Da quel giorno, Michael ora lavora part-time ma afferma di avere ancora “sintomi cognitivi debilitanti”.

Dopo il fatto nell’aprile del 2019, Brockie è stato promosso a manager con uno stipendio di 60mila sterline all’anno (oltre 20mila in più rispetto al ruolo ricoperto precedentemente) ma questo non ha impedito al dipendete di fare causa all’azienda per ottenere un risarcimento in merito al fatto accaduto.

Il comportamento dell’azienda dopo “il gioco alcolico”

Dal fatto accaduto nel 2019 l’azienda ha cercato di insabbiare i problemi legati all’alcol vietando ai dipendenti di bere alcolici in ufficio.

I superiori di Michael Brockie, contattati dal Daily Mail a seguito dell’accaduto, hanno preferito non commentare l’accaduto. Come riporta anche il Messaggero, l’unico commento rilasciato dal datore di lavoro dell’azienda incriminata sono state:

“In qualità di datore di lavoro responsabile, mi impegno a fornire una cultura sicura, sana e inclusiva per tutte le nostre persone. Noi dell’azienda ci aspettiamo che chiunque partecipi a eventi sociali sia responsabile e garantisca la propria sicurezza e quella degli altri”.

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