Un altro pettegolezzo scuote il Regno britannico. Dopo la vicenda Harry, messo ai margini nel corso del giubileo di platino della regina Elisabetta II, un altro aut aut crea imbarazzo tra i reali.
A lanciarlo è stato il principe William che si è scontrato con il padre e la stessa nonna prima della cerimonia dell’Ordine della Giarrettiera.
E’ stata una cerimonia con retroscena piuttosto imbarazzanti per la famiglia reale britannica quella tenuta al castello di Windsor con la consegna di importanti onorificenze, fra cui il cavalierato col titolo di ‘sir’ all’ex premier laburista Tony Blair e il suo inserimento nel consiglio dell’Ordine della Giarrettiera, supremo consesso di consiglieri d’onore della corona.
Una cerimonia che ha avuto un prologo con suspense ad opera di uno dei personaggi più amati dai sudditi inglesi, ovvero il principe William. Proprio quest’ultimo si è scontrato con la nonna Elisabetta II, imponendo alla fine il suo volere.
I media inglesi sono rimasti spiazzati quando alla cerimonia non hanno visto tra i presenti lo zio Andrea. Il principe – già privato dagli incarichi di rappresentanza della monarchia a causa del suo coinvolgimento negli Usa nei sospetti dello scandalo sessuale Epstein – è stato infatti escluso dalla cerimonia.
La decisione è stata imposta espressamente dall’erede al trono Carlo e soprattutto dal figlio William. Quest’ultimo avrebbe dato un aut aut alla nonna “O lui o noi” avrebbe detto il nipote. La forte pressione esercitata sulla regina Elisabetta ha dunque portato all’esclusione di Andrea, assente alla processione pubblica ma ammesso a partecipare a un successivo banchetto privato.
Una fonte vicina ai Windsor ha parlato di una “una decisione presa in famiglia”, che è stata ampiamente interpretata come: al duca di York è stato detto cosa fare. Da tempo si parla del ruolo svolto da Carlo e William nel “punire” Andrea per il suo coinvolgimento nello scandalo Epstein, con tutte le conseguenze negative sull’immagine della monarchia.
La cerimonia è stata segnata anche dalle proteste contro Blair, che è stato fischiato e definito “criminale di guerra” da un gruppo di manifestanti per la sua decisione quando era primo ministro nel 2003 di unirsi agli Usa nell’invasione dell’Iraq.
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