Prima le provocazioni sui social, poi una maxi rissa e infine l’omicidio del 22enne Dimitry Simone Stucchi. Dopo sei mesi di indagini sono stati arrestati 24 ragazzi per l’omicidio avvenuto nel settembre dello scorso anno.
Sono ragazzi italiani, stranieri o di seconda generazione. Marocchini, filippini, brasiliani, ucraini. Alcuni di loro spacciano hashish nelle scuole della Brianza. È questo l’identikit dei 24 ragazzi arrestati per la maxi rissa del 29 settembre scorso a Pessano Con Bornago. Nella mischia ‘Limo’, il 22enne Dimitry Simone Stucchi, è stato accoltellato a morte.
A dare il via alla rissa sarebbe stato un panetto da 100 grammi venduto da K.K., uno dei minorenni arrestati, e dal suo gruppo per 800 euro. Il 19enne Davide Colombi – anche lui arrestato – aveva pagato la droga in parte con banconote false. Per mesi era stato insultato e minacciato dai rivali sui social. La rissa virtuale, poi, era sfociata in una scazzottata a scuola. Protagonisti lo stesso Colombi e il 20enne egiziano Youssef Mahmoud Elsayed.
Poi la rabbia era montata e la situazione si era allargata. Così Colombi e Elsayed avevano passato il pomeriggio a reclutare amici per la resa dei conti. I due gruppi si erano dati appuntamento a Pessano con Bornago. E si erano armati con spranghe, bambù, roncole, coltelli. E perfino con una spada.
Stucchi, con l’amico Colombi e una dozzina di ragazzi erano arrivati da Vimercate. Ad aspettarli c’era un folto gruppo di rivali. Ed era scattata l’imboscata. I rivali avevano isolato Stucchi lo avevano gettato a terra. Poi era stato ferito con tre fendenti all’addome e all’ascella. La lama gli aveva bucato il cuore. E mentre altri aggressori continuavano a picchiarlo, aveva cercato aiuto. “Mi hanno bucato”, aveva detto agli amici, prima di crollare a terra.
Non è stato facile per gli inquirenti risalire al nome del responsabile dell’omicidio di ‘Limo’. I partecipanti alla rissa per mesi hanno tenuto il silenzio con inquirenti e investigatori. Tra loro, però, il nome del responsabile della morte di ‘Limo’ circolava già il giorno successivo alla rissa. “È stato Momo”, dicevano alcuni ragazzi al telefono parlando con amici e familiari. Non sapendo di essere intercettati.
Le voci puntavano su due fratelli di origine egiziana, di 17 e 15 anni. Ad incastrare Mohamed Kroud, oggi maggiorenne, sono state le indagini del Ris di Parma. Su uno dei coltelli trovati sulla scena del crimine c’erano tracce del suo Dna insieme a quelle della sua vittima ‘Limo’. Lui, il fratello che adesso è 16enne, e altri 5 ragazzi avevano già ricevuto un’ordinanza del gip del Tribunale dei minori Nicoletta Cremona.
Oggi altri 19 ragazzi è stata recapitata un’ordinanza firmata dal gip del tribunale ordinario Luca Milani. Le accuse sono a vario titolo di rissa, minacce, tentata estorsione, spaccio. Sette di loro sono andati a San Vittore e dodici ai domiciliari. Dei minori, oltre ai due fratelli destinati al carcere minorile, due sono stati collocati in comunità e uno ha l’obbligo di restare in casa.
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