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Politica

Referendum Giustizia, un flop annunciato: cosa è andato storto | I dati nel dettaglio

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Andrea Desideri

Referendum Giustizia, cronaca di un flop. L’esito alle urne è coinciso con il mancato raggiungimento del quorum: i dati parlano chiaro.

Il Referendum sulla Giustizia non ha raggiunto il quorum. In tutta Italia l’affluenza alle urne ha toccato a malapena il 19%. Una sconfitta per i promotori dell’iniziativa che speravano in una maggiore partecipazione, ma diversi aspetti hanno influito sulla mancata presenza alle urne da parte degli aventi diritto.

Referendum Giustizia, flop inevitabile (ANSA)

In primis molti non hanno compreso totalmente la natura dei 5 quesiti: dall’abrogazione della Legge Severino alla separazione delle carriere, una distesa di mosche per la maggior parte degli italiani che, sprovvisti delle competenze, hanno preferito non schierarsi su un tema così delicato. Inoltre questa chiamata referendaria si colloca nei tentativi di Referendum Eutanasia e Cannabis Legale. Entrambi respinti. Lo sdegno di molti ha fatto sì che l’iniziativa per cambiare la Giustizia non venisse presa sul serio.

Referendum Giustizia, non c’è il quorum: i motivi del flop

Le cose sono andate leggermente in maniera diversa nei Comuni dove si tengono anche le Elezioni Amministrative. La chiamata comunale ha fatto da tramite per le iniziative referendarie. Ciononostante rimane sterile l’affluenza, al punto che il quorum resta un’utopia. Alcuni parlano di “complotto”. I forzisti insistono sulla teoria delle “toghe politicizzate” con Berlusconi che suona la carica. Duro colpo anche per Renzi e Salvini. Il PD si limita a parlare di “fallimento” portando avanti diversi interrogativi su come recuperare credibilità politica.

Giustizia, niente quorum per il Referendum (ANSA)

La classe dirigente è sempre più staccata dalla popolazione: linguaggi diversi che affrontano l’annosa questione della sopravvivenza, sociale ed economica. Per questo, quando ci sono iniziative inerenti all’educazione civica non vengono neppure prese in considerazione. A venir meno è la rappresentanza: la classe politica propone cose che non interessano alla collettività. Ignorare determinate esigenze e sollevarne altre porta, spesso, all’astensionismo. Il vero vincitore è l’indifferenza.

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