Potrebbe arenarsi la cessione del Chelsea. Il club londinese sembrava vicino ad un passaggio di proprietà, ma l’attuale padrone, Romand Abramovich, nelle ultime ore avrebbe cambiato le carte in tavola.
Il magnate russo avrebbe fatto un passo indietro importante relativo a dei crediti che lo stesso dovrebbe ottenere dalla vendita debl club e a cui aveva deciso di rinunciare.
Nei giorni scorsi le operazioni di individuazione di un gruppo a cui vendere il Chelsea avevano portato la a banca commerciale newyorkese Raine a scegliere il gruppo guidato da Todd Boehly, in consorzio con il co-proprietario dei Dodgers, Mark Walter, con l’uomo d’affari britannico Jonathan Goldstein, col miliardario svizzero Hansjorg Wyss e la società di investimento statunitense Clearlake Capital.
Tutto faceva pensare ad una trattativa in fase di chiusura e a un imminente passaggio di mano con Abramovich per sempre fuori dalla Premier League.
Ma l’ennesimo colpo di scena si è materializzato nelle scorse ore per opera dello stesso Abramovich che ha cambiato le carte in tavola, facendo innervosire il governo britannico.
L’oligarca russo, che in un primo momento avrebbe acconsentito a rinunciare a recuperare circa 2 miliardi di euro prestati allo stesso club londinese durante la sua proprietà, e dunque versare la stessa cifra in beneficenza per aiutare i profughi ucraini, avrebbe fatto un passo indietro clamoroso rinnegando tutto.
Il magnate, infatti, vorrebbe recuperare, dalla vendita della società, i due miliardi di euro versati nelle casse della club inglese. Se questa decisione dovesse essere confermata creerebbe una brusca frenata alla trattativa, considerato che il governo britannico ha chiesto espressamente che parte del ricavato dalla cessione vada in opere di bene, soprattutto per la popolazione ucraina.
Una condizione non praticabile se Abramovich dovesse recuperare il prestito di 2 miliardi effettuato alla sua stessa squadra da proprietario del club.
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