Elon Musk ha comprato Twitter da due giorni, ma le preoccupazioni sono quelle di un veterano: proteste, ma anche minacce al miliardario.
Elon Musk, 44 miliardi e mezzo di dubbi: l’uomo ha comprato Twitter da due giorni con l’operazione di delisting più onerosa degli ultimi 20 anni. La situazione è controversa: il mercato è alle stelle, ma non mancano i detrattori. C’è, infatti, chi accusa Musk di nascondersi dietro i propositi della libertà per fare i suoi comodi attraverso i social media: il riferimento è alla carriera politica che vorrebbe intraprendere e avendo fra le mani un dispositivo da 217 milioni di utenti al giorno potrebbe indirizzare le masse a proprio piacimento.
Tesi che comunque non soddisfa il fondatore di Tesla che, ai suoi detrattori, risponde: “Spero mi seguano anche loro perchè questo significa davvero essere liberi”. C’è posto per tutti, in definitiva, meno che per Trump: l’ex Presidente USA ha, infatti, annunciato che non tornerà su Twitter. Malgrado abbiano allentato le maglie e gli algoritmi.
A tal proposito chi storce il naso sono quelli del collettivo di Anonymous: Elon Musk vuole rendere Twitter un posto libero da contaminazioni, circondandosi di utenti verificati. Niente fake news, dice lui, ma il rischio è che diventi una realtà controllata fatta passare per isola felice. Questo gli fa pesare – e non poco – il noto collettivo di hacker. Dopo la “diatriba” sui bitcoin, il collettivo torna a pungolare il fondatore di Tesla.
Proprio loro invitano Musk a correggere il tiro, se vuole evitare danni: la minaccia non è affatto celata. Il gruppo di hacker più famoso al mondo ha già messo in difficoltà Putin alcuni mesi fa poiché ha intrapreso – secondo il loro punto di vista – “una guerra che non può permettersi di vincere”. Anonymous non vuole lasciare spazio neppure a Musk pronto a svelare i segreti che popolano il mondo della Rete. Terreno fertile per il noto collettivo.
Continua, dunque, il braccio di ferro a distanza: se prima erano soltanto – per così dire – scaramucce tra industriali, adesso è una questione globale. Gli hacker hanno preso di mira Musk e, a quanto pare, non basterà un semplice colloquio per mettere a tacere le tensioni. I risvolti della notorietà mediale – molto diversa da quella mediatica – sono appena cominciati.
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