Mosca ha approvato due corridoi umanitari dalle zone del Donbass. Lo ha annunciato a ministra Iryna Vereshchuk. Per evacuare cittadini dalle zone più devastate. Ma Kiev accusa Mosca di star solo cercando di deportare ucraini dalle proprie città alle zone sotto il controllo russo.
Al trentatreesimo giorno di guerra in Ucraina, questa mattina Iryna Vereshchuk, ministra alla reintegrazione dei territori occupati ha annunciato corridoi umanitari. Da Mosca, sarebbero stati approvate due vie di fuga sicure dai territori del Donbass. I passaggi sarebbero, dunque, liberi nelle regioni di Donetsk e Lugansk, ma solo con determinate condizioni.
A Dare la notizia è il giornale online Ukranian Pravda, che cita la ministra Vereshchuk durante un brefing di questa notte a Kiev. “Ad oggi sono stati concordati due corridoi umanitari per le regioni di Donetsk e Lugansk: dalla città di Mariupol alla città di Zaporizhia, ma con mezzi propri”. Questa sarebbe la decisione del Cremlino per consentire ai cittadini della devastata Mariupol di scappare via. Ma solo in macchina. E chi non ha l’auto? E chi non ce l’ha più perché distrutta dalle bombe?
Il secondo corridoio umanitario approvato è quello da Berdyansk a Zaporizhia. In quel caso, a quanto riferito dalla ministra, sarebbero stati messi a disposizione della popolazione 15 autobus. Quindici pullman che faranno un solo percorso e nessuna fermata intermedia. Cosicché nessuno a bordo possa scendere prima o cambiare destinazione. Secondo Kiev, dunque, più che una concessione umanitaria, si tratta di una deportazione di cittadini verso le zone sotto il controllo di Mosca.
“Le truppe russe stanno portando con la forza civili ucraini nei territori occupati o in Russia“. Ha commentato così i corridoi umanitari la vice premier ucraina e ministro per la Reintegrazione dei territori occupati, Iryna Vereshchuk.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa nazionale ucraina Ukrinform, 40.000 ucraini sono stati portati via dalle zone bombardate di guerra in Ucraina. “La Russia sta creando una realtà umanitaria alternativa. E sta cercando di aprire le sue cosiddette vie di evacuazione verso la Russia per gli abitanti di Mariupol”, ha riferito la ministra. “La maggior parte dei cittadini non vuole fuggire’ nel territorio dell’aggressore”, ha aggiunto Vereshchuk.
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