L’Ucraina è ancora sotto attacco e la guerra avviata dalla Russia sembra non avere fine. Intanto questa mattina il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato in videocollegamento ai parlamentari italiani, riuniti a Montecitorio in seduta congiunta. Lungo applauso dell’aula prima dell’intervento.
La guerra in Ucraina continua e i tempi per raggiungere un accordo di pace non sarebbero ancora maturi. La Russia bombarda senza sosta numerose città del Paese, la tensione è ancora alta e le vittime fra civili e militari sono sempre di più. “Il nostro popolo è diventato il nostro esercito, 119 bambini sono stati uccisi in Ucraina fino ad oggi. Questo è il prezzo di procrastinare il termine della guerra”, ha esordito Zelensky rivolgendosi al Parlamento italiano.
“Centinaia di migliaia di vite sono state distrutte, milioni di case abbandonate – spiega il Presidente ucraino – alcune città sono completamente distrutte, come Mariupol che aveva mezzo milione di abitanti, è come Genova, immaginate Genova completamente bruciata”, aggiunge Zelensky.
Secondo il Presidente Zelensky bisogna fare “il possibile per garantire la pace”, perché questa “non è solo una guerra control’Ucraina, ma contro tutta l’Europa”. ” Noi siamo solo il cancello per l’esercito russo – dice ancora – loro vogliono entrare in Europa. Abbiamo bisogno di altre sanzioni affinché anche la Russia cerchi la pace”, precisa.
Ciò che sta accadendo in Ucraina riporta a epoche buie del secolo scorso, a Kiev ogni giorno cadono bombe, suonano le sirene antiaeree, la popolazione vive nel terrore. “I russi torturano, violentano, rapiscono bambini, distruggono e con i camion portano via i nostri beni. E’ successo in Europa l’ultima volta con i nazisti”, spiega Zelensky. In Italia è nato il primo bambino partorito da una mamma scappata dalla guerra: “So cosa significa la famiglia per voi, cosa significa la vita per voi italiani, vi ringrazio per l’accoglienza che state dando ai cittadini ucraini – dichiara Zelensky – Dal primo giorno di guerra avete condiviso il nostro dolore e vi saremo sempre grati. Gloria all’Ucraina e grazie Italia”, conclude.
Nel frattempo in Ucraina suonano incessanti gli allarmi delle sirene antiaeree in 17 regioni su 24. La preoccupazione maggiore è quella di un potenziale utilizzo di armi chimiche e biologiche, attenzione massima anche per eventuali cyber-attacchi. A rilanciare questa ipotesi sarebbe stato il presidente statunitense Joe Biden.
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L’esercito russo avrebbe delle difficoltà durante la campagna militare in Ucraina e ciò sarebbe emerso dalla riconquista di Makariv, cittadina a circa 60 chilometri da Kiev. “La bandiera ucraina è stata issata sulla città e le forze russe sono state respinte“, hanno dichiarato i militari ucraini.
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