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Cronaca

Zia Martina sui social, adescava minori in rete: arrestata insegnante

Published by
Bianca Senatore

L’insegnante quarantacinquenne irretiva minorenni sul web e poi con il nickname intratteneva di zia Martina aveva rapporti sessuali con under 18. Fermata dai Carabinieri, ora è agli arresti domiciliari.

Zia Martina sui social. La donna adescava minori in rete: arrestata

Nella vita reale è un insegnate di scuola elementare, ma nel mondo virtuale dei social diventava “zia Martina”. Ed è con questo nickname che una quarantacinquenne di pugliese la scorsa estate pare avesse adescato minorenni sul web. Le indagini sono del Comando Provinciale di Bari che in queste ore stanno compiendo accertamenti. Da quanto emerge finora, sembra che la donna avesse, con alcuni ragazzini minori di 18 anni, comportamenti inadeguati e con alcuni anche rapporti sessuali in un B&B di Bari. L’accusa è di corruzione di minorenni e pornografia minorile, perché la donna si lasciava fotografare mentre compita atti sessuali con questi ragazzini.

L’arresto è avvenuto in una città del nord, dove la donna si è trasferita per motivi di lavoro. Ma il fascicolo d’inchiesta è sulla scrivania del procuratore di Bari. “Zia Martina” ora è agli arresti domiciliari, ma le indagini proseguono, anche per individuare eventuali altri minorenni coinvolti. Per ora è certo il coinvolgimento di alcuni minori di 18 anni e di un minore di 14 anni. Secondo gli inquirenti, è ancora presto per chiudere gli accertamenti, dal momento che nel mondo virtuale le possibili ramificazioni del reato possono infinite.

Zia Martina sui social, adescava minori in rete: l’indagine grazie a genitori preoccupati

Zia Martina sui social, adescava minori in rete: l’indagine grazie a genitori preoccupati

L’indagine è partita proprio dopo che alcuni genitori hanno intercettato alcuni comportamenti strani dei figli. Videochat serali, messaggi strani, atteggiamenti differenti. Tutto ciò ha insospettito le famiglie che, quindi, hanno lanciato l’allarme ai Carabinieri. Da allora è stato soprattutto il reparto tecnico dell’Arma a investigare fino a raggiungere il profilo incriminato. Sarà il Gup a decidere se incriminare la donna oppure no. Intanto gli inquirenti vanno avanti con le ricerche.

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