Anche la Grande Mela presto potrebbe avere il suo Mose. Allo studio i muri subacquei da mettere in movimento per proteggere la città in caso di inondazione incombente.
E’ l’idea proposta da un gruppo di ricercatori, ingegneri e politici per prevenire nuove inondazioni e distruzioni, come quelle registrate nel 2012 quando su New York si abbattè l’uragano Sandy. Un evento che colpí tutta la costa est degli Stati Uniti e che solo nella città di New York provocò 44 vittime.
Il sistema su cui si sta discutendo dovrebbe prevedere enormi porte d’acciaio dislocate tutte attorno la città, in quattro punti strategici: East River, Jones Inlet, East Rockway e il porto di New York. Delle porte da mettere in moto alla prima allerta meteo. Una struttura molto simile al Mose di Venezia o al Maeslant nei Paesi Bassi, che dovrebbe essere lunga piu’ o meno quanto la torre Eiffel o quanto un palazzo di cinque piani.
E per fare il punto della situazione, nei giorni scorsi, le persone coinvolte nel progetto hanno fatto visita alle aree devastate da Sandy nel 2012. “Strutture del genere, inserite in un sistema di difesa a strati – ha detto ha detto Sandeep Mehrotra, scienziato ambientale di una delle società di ingegneria idrica che fa parte del progetto – sono la migliore protezione dalle mareggiate e dalle inondazioni interne causate dalla pioggia”.
Il costo del progetto, che per la sua realizzazione potrebbe impiegare anni, si aggirerebbe attorno ai 30-40 miliardi di dollari.
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