In trenta giorni sono aumentate di 500mila le prime dosi di vaccino anti-Covid inoculate. Tutto merito dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass. E aumentano anche i certificati verdi scaricati. Ieri oltre 867mila.
Se c’era da vincere una scommessa, è andata bene. Proprio come speravano il Generale Figliuolo e il Governo, infatti, la campagna vaccinale sta andando spedita, soprattutto grazie all’introduzione dell’obbligo di Green Pass. I numeri parlano chiaro: alla vigilia del GDay del15 ottobre sono 73mila le inoculazioni di siero anti-Covid. E proprio il venerdì 15 sono state, invece, 69mila. Numeri che non si vedevano da molti mesi.
Dopo il boom della scorsa primavera e dell’inizio dell’estate, infatti, si era avuta una forte diminuzione delle prenotazioni. In molti hanno aspettato a prenotare il vaccino per non perdere le vacanze. E anche subito dopo, a fine agosto, i centri vaccinali sono stati pressocché deserti. Poi l’intuizione del Governo. Per dare nuovo impulso alla campagna vaccinale era necessario un incentivo. E così è arrivato l’obbligo del Green Pass per lavorare.
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In totale, nel mese di ottobre sono state fatte 1mlione e 744mila 297 vaccinazioni. Secondo i dati, l’incremento legato all’obbligo di Green Pass è stato di 500mila prime dosi, con una media di 170mila punture al giorno. “Siamo al sesto posto tra i Paesi che hanno più di 20 milioni di abitanti” ha detto il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo.
E i conti tornano perfettamente, perché sia giovedì che venerdì sono stati scaricati oltre 800mila Green Pass. In particolare, venerdì ne sono stati ottenuti 867mila. Tra questi però, quasi la metà sono legati al tampone e non alla prima dose. Se è vero che sono schizzate le prenotazioni di vaccino, è altrettanto vero che si è quadruplicato il lavoro per i laboratori. Ed è aumentata a dismisura la richiesta di tamponi rapidi in farmacia. Secondo la Fondazione Gimbe, sono ancora circa 4milioni i lavoratori che non hanno fatto il vaccino e che stanno ricorrendo al tampone ogni 48 ore per lavorare.
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