Fascismo, saluti romani al cimitero Maggiore di Milano: per la Cassazione non è reato

La sentenza della Cassazione farà sicuramente discutere visto la tempistica e quanto sta accadendo in questi giorni. Dopo i fatti gravissimi di sabato scorso a Roma con l’assalto di militanti di Forza Nuova alla sede Cgil e gli scontri durante la manifestazione No Green Pass, la mozione del Pd di sciogliere il movimento neofascista, secondo i giudici non è reato fare il saluto romano al cimitero.

Saluti romani al cimitero Maggiore di Mialano
Fascismo, saluti romani al cimitero Maggiore di Milano, per la Cassazione non è reato – immagini da fcbk Lealtà Azione

Il fatto non sussiste. E’ la motivazione con la quale la sentenza della Cassazione dice che non è reato fare i saluti romani in un luogo come il cimitero. Il verdetto dei giudici si riferisce al processo per mani e braccia tese, saluti fascisti, al cimitero Maggiore di Milano del 25 aprile 2016. Come ogni anno un gruppo di nostalgici con dentro le sigle della galassia neofascista, tra queste Lealtà Azione, Forza Nuova e Casapound milanesi, si riuniscono al campo X del per commemorare la Repubblica Sociale italiana.

Il momento del saluto è la risposta al classico grido ‘Presente‘. C’è sempre stata la Digos a presidiare e filmare, la stampa tenuta lontana e mai gradita. Per i fatti del 2016 al cimitero Maggiore gli investigatori riscontrarono la presenza di 300. Tra queste anche uno dei leader di Lealtà Azione. Vennero poi identificate e indagate quattro persone per violazione della legge Mancino. A processo furono assolti in primo grado perchè il fatto non sussiste. Il reato venne riqualificato con la legge Scelba.

Saluti romani al cimitero Maggiore di Milano, per la Cassazione non è reato

Cimitero maggiore Milano
Saluti romani al cimitero Maggiore di Milano, per la Cassazione non è reato

L’iter giudiziario sui saluti romani al cimitero Maggiore di Milano era poi ripreso in Corte d’Appello quando poi su insistenza del pubblico ministero il reato venne riqualificato nell’articolo 2 della legge Mancino. Con gli imputati condannati a 2 mesi e 10 giorni di carcere. Non è finita. I legali degli indagati impugnarono la sentenza, il 12 ottobre scorso, il procuratore generale aveva chiesto il rigetto del ricorso della difesa e la conferma della sentenza in appello.

E invece il colpo di scena che rischia di essere un precedente discusso. Ovvero la Cassazione ha dato ragione alla difesa degli indagati e ha stabilito che il fatto non sussiste. Quindi fare il saluto romano in un luogo di commemorazione non è reato. Caso chiuso. Ovviamente sono soddisfatti gli avvocati che hanno difeso gli imputati e anche loro attendono le motivazioni.

La decisione arriva in giorni delicatissimi dopo gli scontri di Roma e le indagini su Forza Nuova dalle quali stanno emergendo particolari inquietanti. Sopratutto con una mozione del Pd per sciogliere il movimento del leader nero Roberto Fiore e il suo uomo più fidato Giuliano Castellino, attualmente in carcere.