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Politica

Giorgia Meloni via social: “La violenza vale a destra e sinistra”. Propone mozione comune

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Ludovica Allegri

È una lunga riflessione quella che il leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. Punto per punto mette in chiaro le posizioni del suo partito sui violenti scontri di sabato a Roma, e lancia una proposta al centrosinistra.

Giorgia Meloni propone al centrosinistra una mozione comune

Quello che viene fuori dagli oltre cinque minuti di monologo di Giorgia Meloni sulla sua pagina Facebook, mentre guarda fissa la telecamera, sono le risposte che ormai da due giorni il centrosinistra le sta chiedendo. E con esse una netta presa di posizione sul fascismo. Spiegazioni che la leader di Fdi ha deciso di dare in serata, parlando non solo al PD, ma anche al Presidente del Consiglio, al Capo di Stato, e a chiunque “Abbia a cuore la democrazia“. Quello che però viene nettamente fuori dalle sue parole, è che la giustizia e le condanne valgono per tutti, non solo per la destra.

Il partito democratico ci ha detto chiaramente oggi, che in pratica bisogna sciogliere Fratelli d’Italia”. Una frase di grande effetto, che viene fuori dalla proposta del PD di sciogliere Forza Nuova. “Sono Ferma nel condannare i gruppi violenti che hanno inquinato le manifestazioni di sabato, compresi però, i gruppi anarchici e dei centri sociali di Milano e Torino. Quelli che il Pd e la sinistra non sono mai riusciti a condannare. Oppure quelle violenze vanno bene? Perché se la violenza è violenza, ed è sempre da condannare e da combattere. Ci aspettiamo che la sinistra accolga la nostra proposta di una manifestazione comune, contro ogni violenza, e una mozione comune per prendere provvedimenti gravi nei confronti di tutte le organizzazioni, che si siano rese responsabili di violenze e di devastazione” spiega.

Un po’ come a dire che la violenza non ha un colore politico, ma va punita qualunque essa sia. Un rovescio della medaglia il suo, che sfida, come ha fatto ormai da tempo a nuove elezioni, il centrosinistra a scendere in un campo neutro di condanna e non solo a puntare il dito. “Se la sinistra non accetta, allora si capirà ancora una volta, che non le interessa combattere la violenza, ma usare questi episodi a scopo personale”.

Il pensiero di Meloni rovescia quindi il ragionamento immediato che è stato cavalcato nei suoi confronti, e liquidato come fascismo. Inoltre chiede: “Come è possibile che sia stato permesso a quattro imbecilli a Roma, Torino, Milano a far degenerare quelle manifestazioni pacifiche? Perché nessuno li ha fermati?”

La risposta anche se non palesata porta il nome del Ministro dell’Interno Lamorgese di cui chiede da tempo le dimissioni: “Il Ministero dell’Interno era così impreparato? Anche questo fa arrabbiare parecchio. Perché i disordini guarda caso, sono stati utilissimi al Governo, a demonizzare ulteriormente a chi è contro il Green Pass. Ma l’Italia c’è già passata, in anni molto bui della sua storia, e proprio per questo le autorità dovrebbero essere molto attente a non prestare il fianco al benché minimo sospetto che le piazze vengano gestite con una qualche strategia politica. Perché in tutta questa vicenda una strategia sembra esserci: criminalizzare chiunque contesti il governo e considerare chi è contro il Green Pass un fascista, anche se è un autonomo stalinista dei centri sociali. In questo modo le persone perbene desistono dal manifestare, e si criminalizza l’unica opposizione al governo”.

LEGGI ANCHE >> Incontro Draghi-Landini: giro di vite su manifestazioni e cortei

Giorgia Meloni, i dubbi sull’operato del ministro Lamorgese

Giorgia Meloni, i dubbi sull’operato del ministro Lamorgese

Il pensiero di Meloni rovescia quindi il ragionamento immediato che è stato cavalcato nei suoi confronti, e liquidato come fascismo. Inoltre chiede: “Come è possibile che sia stato permesso a quattro imbecilli a Roma, Torino, Milano a far degenerare quelle manifestazioni pacifiche? Perché nessuno li ha fermati?”

La risposta anche se non palesata porta il nome del Ministro dell’Interno Lamorgese di cui chiede da tempo le dimissioni: “Il Ministero dell’Interno era così impreparato? Anche questo fa arrabbiare parecchio. Perché i disordini guarda caso, sono stati utilissimi al Governo, a demonizzare ulteriormente a chi è contro il Green Pass. Ma l’Italia c’è già passata, in anni molto bui della sua storia, e proprio per questo le autorità dovrebbero essere molto attente a non prestare il fianco al benché minimo sospetto che le piazze vengano gestite con una qualche strategia politica. Perché in tutta questa vicenda una strategia sembra esserci: criminalizzare chiunque contesti il governo e considerare chi è contro il Green Pass un fascista, anche se è un autonomo stalinista dei centri sociali. In questo modo le persone perbene desistono dal manifestare, e si criminalizza l’unica opposizione al governo”.

Giorgia Meloni sull’attacco del PD a Fratelli d’Italia

Guarda caso – continua Giorgia Meloni – mentre diventa il primo partito italiano, Fratelli d’Italia in questa campagna elettorale, è diventato un pericoloso partito fascista.Guarda caso, proprio mentre rischia di vincere le elezioni Comunali a Roma insieme al Centrodestra. Poco importa che noi abbiamo ribadito che non c’è da parte nostra nessuna nostalgia del regime fascista, poco importa che non ci sia nessun tipo di rapporto tra noi e Forza Nuova, e non potrebbe mai esserci visto che oltretutto sono molto più utili alla sinistra che alla destra. Per la sinistra noi siamo il mostro” racconta ancora.

Meloni risponde a Provenzano

Ma qual è l’obiettivo di tutta questa strategia? Qui arriva la risposta al tweet che vicesegretario del PD Provenzano ha scritto oggi proprio su di lei: “Giorgia Meloni è inevitabilmente fuori dall’arco democratico repubblicano”. “Questo significa a norma di legge– risponde il leader di FDI – che anche noi, il primo partito italiano, andremo sciolti. Capito? Questo è il gioco. Chi manifesta contro il governo è un delinquente e un fascista, e l’unica forza parlamentare di opposizione al governo è fuori dall’arco democratico e repubblicano. Il Governo non può essere contestato, né in piazza, né in Parlamento, come succede nei regimi. Quei regimi, da cui la sinistra dice di volerci difendere”. 

Meloni appello a Mattarella e Draghi

Il suo appello va quindi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al premier  Mario Draghi, a chiunque abbia a cuore la democrazia: “Prendano le distanze dalle pericolose parole del vicesegretario del PD, ribadendo che l’Italia non sarà mai il regime che vuole la sinistra. E in ogni caso, Fratelli d’Italia non intende farsi intimidire. Continueremo a batterci a fianco degli italiani sempre a testa alta, e come sempre saranno loro a giudicarci e a dire se il pericolo per la democrazia siamo noi, o altri” conclude.

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