Ha rapito suo nipote e ora è accusato dalla procura di Pavia di sequestro di persona aggravato dal fatto che Eitan e’ un minore.
Il nonno Shmuel Peleg, 58 anni, sabato mattina lo ha preso con il permesso del giudice tutelare da casa della zia paterna in provincia di Pavia e invece di riportarlo la sera è volato in Israele. dove vive la famiglia della madre di Eitan, lui la nonna paterna e l’altra zia: perchè per loro Israele e’ la sua casa. I magistrati italiani vogliono capire se Peleg abbia fatto tutto da solo o se sia stato aiutato. il piano era studiato.
La corsa in macchina da Travaco’ nel pavese, l’arrivo a Lugano con ogni probabilità dove li aspettava un volo privato, secondo il quotidiano Israeliano Haretz, un Cessna tedesco che in circa tre ore li ha portati a Tel Aviv. Ma il bambino aveva il divieto di espatrio senza il consenso del tutore, la zia paterna in questo caso. il nonno aveva con se il passaporto di Eitan nonostante un giudice avesse stabilito la sua restituzione. ma perchè nessuno ha controllato?
La storia di questo bambino, che ha perso in pochi istanti papa mamma e fratellino nella tragedia del Mottarone lo scorso 23 maggio e che adesso è conteso tra due famiglie, quella materna e quella paterna, è diventato un caso internazionale. I media israeliani citano un parere legale governativo dei ministeri di esteri e giustizia secondo i quali portare Eitan Biran in Israele, contro la volontà del suo tutore legale, costituisce un rapimento. “Va restituito” insomma perchè sarebbe stata violata la Convenzione dell’Aia, che il Paese ha adottato nel 1991. e proprio alla convenzione dell’aia intendono fare appello i legali della zia paterna Aya.
“Dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze era preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d’impulso”. è la linea degli avvocati di Shmuel Peleg mentre questa mattina la nonna materna in una intervista alla radio israeliana ha detto “Eitan voleva tornare qui!: “La nonna materna di Eitan, Etty “era in Italia ed e’ parte del rapimento”. ha affermato in un’intervista ad una radio israeliana Or Nirko, marito di Aya Biran.
Accuse reciproche e recriminazioni tra due famiglie. una indagine che coinvolge due stati e che dovra’, i tempi saranno lunghi, stabilire cosa è successo. In mezzo c’e’ Eitan, il sopravvissuto, invischiato suo malgrado in una storia più grande di lui che oggi forse voleva solo andare a scuola.
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