Pamela Mastropietro, a Perugia il processo d’appello bis | Quella maglia indossata dalla madre della ragazza …

Al via a Perugia le udienze per il processo d’appello bis per la morte di Pamela Mastropietro, il cui corpo smembrato venne trovato  in due valigie. Innocent Oseghale è l’imputato accusato dell’omicidio. La madre di Pamela ha voluto indossare una maglia bianca con le immagini del cadavere fatto a pezzi di sua figlia

Cosa non fanno il dolore e la ricerca della giustizia sulla pelle e nell’anima di una madre, la cui giovanissima figlia viene trovata il 31 gennaio del 2018, uccisa e fatta e pezzi, all’interno di due valigie! Il corpo smembrato era quello di Pamela Mastropietro.

Pamela Mastropietro, la maglia indossata in aula dalla madre
Pamela Mastropietro, la maglia indossata in aula dalla madre. Foto Ansa

. La scoperta avvenne a Macerata. La ragazza si appurerà in seguito,  viene colpita più volte al corpo con un coltello, al fegato. Muore per emorragia. Il cadavere viene fatto a pezzi e lavato nella candeggina. A quel punto vengono preparati due trolley che verranno poi trovati in una cunetta stradale in località Pollenza, sempre nella provincia di Macerata.

Un  passante nota la presenza delle de valigie,  che  vengono sequestrate dalla polizia e mentre il DNA viene comparato con quello di Pamela per l’identificazione, i genitori Alessandra e Stefano commentano la notizia negli studi di ‘Chi l’ha visto?’.Speriamo che non sia leidice Alessandra a Federica Sciarellianche se questo vorrebbe dire che un’altra famiglia dovrà vivere quest’incubo”. Purtroppo, invece, si trattava di Pamela. Il primo  febbraio, un 29enne, Innocent Oseghale, viene fermato dalle forze dell’ordine, in relazione al caso. È stato identificato grazie al sistema di videosorveglianza che lo ha ripreso, nei pressi di una farmacia, mentre seguiva la vittima. Cittadino nigeriano in Italia dal 2015, rifugiato senza permesso, segnalato per spaccio e accusato di omicidio,

Pamela Mastropietro, la madre in aula al processo d’appello bis e quella maglia shock

Pamela Mastropietro, procello d'appello bis
Pamela Mastropietro, processo d’appello bis. Foto Ansa

Pamela era una diciottenne romana, che era fuggita da una comunità per tossicodipendenti dove era ricoverata, proprio a Macerata. In questi anni la sua storia privata e giudiziaria è finita spesso sulle pagine di cronaca di tv, giornali, siti giornalistici. Troppo forte e drammatica la sua fine per non parlarne, e anche  oggi a Perugia, dove si svolge il processo d’appello bis, Pamela Matropietro diventa di nuovo protagonista della scena, nonostante la ragazza non possa più raccontare di se stessa. A farlo per lei è stata la madre, ma senza bisogno di troppe parole. Alessandra Verni infatti, questo il nome della donna, ha scelto di indossare una maglietta  bianca con su una stampa delle immagini che ritraggono il cadavere  della figlia fatto a pezzi.

La madre ai giornalisti “Mi aspetto una sentenza di ergastolo”

Così vestita è arrivata i piazza Matteotti per l’avvio di questa ennesima pagina processuale, che come detto vede imputato Innocent Oseghale. Una scelta forte, un pugno nello stomaco all’indirizzo di chi è accusato per quella terribile morte. La madre di Pamela, ha mostrato la maglia all’imputato, seduto poco distante da lei. “Avete visto come me l’hanno ridotta”,  ha detto ai giornalisti mostrando la foto. Fuori dal palazzo di giustizia di Perugia alcune amiche e amici di Pamela hanno esposto striscioni per chiedere giustizia per Pamela. Mi aspetto che da questo secondo processo in appello esca una sentenza di ergastolo, e che l’imputato, Innocent Oseghale  resti in carcere a vita”, aveva dichiarato la donna prima di prendere parte all’udienza.“Il carcere a vita è ciò che merita. Qualsiasi altra condanna la riterrò ingiusta”